Arresti domiciliari: Il braccialetto elettronico

braccialetto e centralina

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Leggi l’articolo completo su http://www.arresti-domiciliari.com/2014/03/15/braccialetto-elettronico/

Il braccialetto elettronico è previsto con il dispositivo del comma 4 bis dell’art. 47 ter. O.P., e recentemente rinnovato grazie al decreto “svuota-carceri”, nonostante stia prendendo piede su tutto il territorio nazionale, questo modo di scontare la detenzione domiciliare e gli arresti domiciliari ha suscitato parecchie critiche e preoccupazioni.

Il braccialetto (o più spesso cavigliera) è formato sostanzialmente da due “ingredienti”:

1- Il vero e proprio “braccialetto”  è un sensore magnetico che viene indossato dall’indagato/condannato. Non può essere assolutamente levato altrimenti darà l’allarme che sarà sia registrato dalla centralina che mandato immediatamente in centrale.

2- La centralina è un apparecchio elettronico simile ad una grande vecchia sveglia; è impostato avuto riguardo alla metratura dell’appartamento ed alle disposizioni del Tribunale, qualora il braccialetto si allontani dal raggio previsto o qualora vi sia un’anomalia manderà immediatamente l’allarme in centrale.

Il primo scoglio che incontriamo, leggendo la disposizione normativa, sta nell’obbligo da parte delle forze di polizia di giudiziaria, nel momento di applicazione del braccialetto  elettronica, di chiedere il consenso all’indagato/condannato.

Mi sembra doveroso specificare che qualora non ci sia questo consenso, il Tribunale revocherà gli arresti e manderà l’indagato/condannato direttamente in carcere.

Ad avviso dello scrivente è quindi una sorta di paradosso il prevedere in modo bonario l’obbligo di consenso ma poi dare una conseguenza così dura qualora questo consenso non ci sia.

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Interrogatorio di garanzia: consigli

arresti domiciliari

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Per leggere l’articolo completo andate su http://www.arresti-domiciliari.com/2014/03/14/interrogatoriodigaranzia-consigli/

Come ampiamente descritto in uno dei miei precedenti articoli (che potete trovare al link http://arrestidomiciliari.myblog.it/2014/03/07/arresti-domiciliari-interrogatorio-garanzia-descrizione-delle-sue-finalita-della-importanza/) e come stabilito dall’art. 294 c.p.p. “(…) il giudice che ha deciso in ordine all’applicazione della misura cautelare, se non vi ha proceduto nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto o del fermo di indiziato di delitto, procede all’interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare in carcere immediatamente e comunque non oltre cinque giorni dall’inizio dell’esecuzione della custodia, salvo il caso in cui essa sia assolutamente impedita.” voglio porre l’attenzione sul comma 3 dello stesso articolo che recita “Mediante l’interrogatorio il giudice valuta se permangono le condizioni di applicabilità.”

Capiamo quindi l’importanza di questo interrogatorio proprio dal comma 3 dell’art. 294…è prevista la possibilità che il Giudice capisca che non è il caso di lasciare l’indagato agli arresti domiciliari. Potrebbe quindi sia revocare l’ordinanza dispositiva di misura cautelare che modificarla.

Penso sia un bene specificare, ancora una volta, che anche nel caso in cui il Giudice revochi la misura cautelare, ciò non significa una sentenza di assoluzione, dato che il processo proseguirà il suo corso.

Dopo questa non breve ma dovuta introduzione, passiamo a quelli che sono i consigli; consigli che naturalmente sono dati “in generale” , essendo utile una valutazione più approfondita caso per caso.

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Arresti domiciliari: le visite degli amici sono permesse?

arresti domiciliari visite amici

sarà permessa la loro visita?

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L’articolo completo lo trovate sul sito http://www.arresti-domiciliari.com/2014/03/10/arresti-domiciliari-visite-degli-amici-sono-permesse/

Una grande preoccupazione per le persone sottoposte alla Misura Cautelare degli Arresti Domiciliari è se possano o meno ricevere delle visite degli amici.

Per rispondere a questa domanda, delle volte, persino dei miei colleghi, si sono confusi tra Arresti Domiciliari e Detenzione Domiciliare.

Per quanto riguarda la detenzione domiciliare, di regola, nella Ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che dispone tale modo di esecuzione della pena, vi è il divieto assoluto di ricevere a casa o frequentare (nei casi in cui sia prevista la possibilità per l’internato di uscire di casa per poche ore al giorno) persone con precedenti penali.

Questa situazione può far pensare che anche agli arresti domiciliari vi sia questo divieto solo per i pregiudicati.

Purtroppo non è così.

Anche se la legge non lo prevede espressamente, nella maggior parte dei casi, il G.I.P. che emette l’Ordinanza di Misura Cautelare vieta ogni incontro e ogni contatto con persone che non siano parenti stretti dell’indagato.

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Arresti Domiciliari – Interrogatorio di Garanzia: descrizione delle sue finalità e della sua importanza

interrogatorio

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Leggete l’articolo completo sul sito http://www.arresti-domiciliari.com/2014/03/07/arresti-domiciliari-interrogatorio-garanzia-descrizione-delle-sue-finalita-della-importanza/

Qualora ci sia stata l’emissione di un Ordinanza Dispositiva della Misura Cautelare degli Arresti Domiciliari, il GIP ha l’obbligo di interrogare l’internato entro 5 giorni dall’inizio dell’esecuzione della misura cautelare.
L’interrogatorio in oggetto è previsto dall’art. 294 c.p.p. che recita:

“1. Fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento, il giudice che ha deciso in ordine all’applicazione della misura cautelare, se non vi ha proceduto nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto o del fermo di indiziato di delitto, procede all’interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare in carcere immediatamente e comunque non oltre cinque giorni dall’inizio dell’esecuzione della custodia, salvo il caso in cui essa sia assolutamente impedita.

1-bis. Se la persona è sottoposta ad altra misura cautelare, sia coercitiva che interdittiva, l’interrogatorio deve avvenire non oltre dieci giorni dalla esecuzione del provvedimento o dalla sua notificazione..

1-ter. L’interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare [284, 285, 286] deve avvenire entro il termine di quarantotto ore se il pubblico ministero ne fa istanza nella richiesta di custodia cautelare..

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Arresti Domiciliari: è possibile utilizzare Facebook? – segue

facebook_manette_01

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Leggi l’articolo completo su http://www.arresti-domiciliari.com/2014/03/06/arresti-domiciliari-facebook-segue/

Come abbiamo visto nel mio articolo precedente “Agli arresti domiciliari è possibile utilizzare Facebook?” (visualizzabile al link http://arrestidomiciliari.myblog.it/2014/03/05/agli-arresti-domiciliari-possibile-utilizzare-facebook/ ), la piattaforma Facebook è stata ritenuta un mezzo di comunicazione e come tale rientrante nel divieto di comunicare con terzi (quando stabilito nell’Ordinanza Dispositiva della Misura Cautelare naturalmente).

Analizzando in modo tecnico la questione e soprattutto la sentenza di Cassazione sopracitata  se ne potrebbe dedurre che il divieto verte solo sulla comunicazione, e non sull’utilizzo della piattaforma in sè. Resterebbe quindi impunito che lo utilizzi ad esempio solo per guardare fotografie o seguire le varie pagine e gruppi.

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Agli arresti domiciliari è possibile utilizzare Facebook?

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Essendo Facebook una piattaforma molto utilizzata in questo periodo, ricevo spesso questa domanda da parte dei miei clienti, giustamente preoccupati dalla possibilità di revoca della misura cautelare.

Sapendo dei limiti di comunicazione che vertono sul destinatario della misura cautelare, quando previsto dall’Ordinanza Dispositiva della Misura Cautelare degli Arresti Domiciliari (mantenere sempre una copia perchè lì ci sono scritti i vari obblighi e permessi a cui un internato è soggetto) resta da capire se Facebook possa essere inteso o meno come mezzo di comunicazione oggetto del divieto.

A togliere ogni sorta di dubbio, si è infine, purtroppo per molti, espressa  la Corte di Cassazione con sentenza n. 37151 del 2010. Riporto parte delle motivazioni:

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Presentazione

Sono Carlo Chialastri, un avvocato stabilito nato a Roma che si occupa esclusivamente di misure cautelari e diritto penitenziario.

In questo blog racchiuderò le mie esperienze, le notizie che riterrò rilevanti, i miei lavori e la passione che metto nella mia professione.

Accetterò ben volentieri le vostre opinioni e le vostre esperienze.

Ho scelto questa specializzazione perchè lavorando per i detenuti e gli internati svolgo quello che per me è il ruolo originale della mia professione: questo è per me un vanto.

Grazie per la lettura.

Carlo Chialastri

 

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